Progetto 36 restauro – dipinto raffigurante madonna con Bambinoe cornice, Chiaves – Torino

CHIAVES  (TO) – CHIESA  PARROCCHIALE

 SAN GIOVANNI EVANGELISTA

 

Il restauro è stato eseguito dai soci restauratori in collaborazione con il Laboratorio di restauro Rocca e seguito dalle competenti Soprintendenze.

Il dipinto, che era completamente ridipinto in epoca recente, ha rivelato un terzo e interessante dipinto sul verso, posizionato in senso opposto ma raffigurante lo stesso soggetto.

abbiamo conservato anche quest’opera cercando di non rintelare il dipinto, realizzando così un interessante e complicato restauro.

 

dipinto prima del restauro

 

dipinto prima del restauro part.

 

 

Dipinto su tela  raffigurante Madonna con Bambino con cornice lignea dorata

Stato di conservazione dell’opera

Proposta di restauro

 

 

CHIAVES  (TO) – CHIESA  PARROCCHIALE DI SAN GIOVANNI EVANGELISTA

 

Dipinto su tela raffigurante Madonna con Bambino.

Collocazione : 1° Cappella a sinistra (Battistero)

Dimensioni tela : cm 150 x cm 115 circa

Dimensioni cornice lignea dorata  : larghezza. cm 17, h. del fastigio superiore cm 40 circa

 

 

Stato di conservazione dell’opera

 

Tela

 

Il dipinto raffigura la Madonna con Bambino in uno sfondo di nuvole.

Ad una prima osservazione la tela mostra vistose ed estese ridipinture, soprattutto sulle figure, ed una verniciatura piuttosto lucida. La somma di questi due elementi, oltre alla polvere depositata sulle pieghe di rilassamento della tela, non consentono al momento di fare una precisa valutazione sul tipo di intervento eseguito in passato.

Possiamo osservare che l’opera si compone da un pannello di tela orizzontale e due pannelli verticali cuciti tra loro : in prossimità delle cuciture si osservano cadute e sollevamenti degli strati colore-preparazione.

Uno strappo della tela con forma a 7 è presente sulla parte mediana destra della tela.

La tela si presenta  allentata sul telaio, con evidenza di ondulazioni e piegature che, per effetto della gravità, si raccolgono verso il basso.  I lati superiore ed inferiore risultano essere stati inchiodati al fronte del telaio, ma il lato superiore sembra nuovamente distaccato.  Le teste dei chiodi sembrerebbero di fattura moderna.

Il degrado dell’opera trova la causa principale nel mancato tensionamento della tela con conseguente formazione di pieghe e distacco del colore dal supporto. In corrispondenza della figura del Bambino  si osserva uno dei punti critici della precaria adesione del colore con la presenza di  molte lacune e la crettatura a scaglie  in fase di distacco.  Forse per ovviare a questo problema di conservazione in passato furono eseguite le estese ridipinture che abbiamo osservato : sicuramente il velo e parte del manto della Madonna sono state ripassate.

In generale possiamo supporre che una parte dei  problemi di conservazione del dipinto siano da attribuire anche alla presenza dell’umidità di condensa ciclicamente formatasi sulla parete, con conseguente decadimento dei materiali costitutivi, in particolare  dello strato preparatorio,  e del colore.

 

Cornice

La cornice del dipinto è in legno dorato , presenta  modanature lineari ( largh. 17 cm) ed un fastigio superiore con riccioli ed elementi di ispirazione  vegetale, alto circa 40 cm.  Si osservano spesse deposizioni di polvere sulle modanature ed un complessivo appannamento della originaria lucentezza della finitura metallica.

I legni mostrano deboli segni di un passato attacco di xilofagi mentre in generale, nella parte inferiore, si osservano vaste abrasioni e cadute dell’oro e degli strati di preparazione ( gesso di ammanitura e bolo).      Si osservano anche  alcune  cadute di piccole dimensioni variamente sparse. Il degrado della doratura va ricondotto al passate bagnature del manufatto per la presenza di infiltrazioni d’acqua e di umidità di condensa.

 

Proposta di restauro

Tela

 

In fase preliminare il dipinto sarà sottoposto alla prova di reazione all’umidità, per mezzo di un limitato e circoscritto apporto di acqua sulla superficie. L’esito dell’indagine indicherà i materiali da utilizzare nella fase conservativa sia per la velinatura che per il consolidamento del colore ( colletta di coniglio se non reattivo all’umidità oppure, in caso contrario, resina termoplastica).

Poiché, secondo la nostra valutazione, l’opera mostra chiari segni di decoesione tra gli strati (tela-preparazione-colore), la superficie del dipinto sarà innanzitutto protetta con velinatura di carta giapponese a bassa grammatura  ed adesivo opportuno (colletta o resina), in modo da poter affrontare lo smontaggio dal telaio in sicurezza.

Il verso della tela sarà quindi liberato da eventuali rattoppi e rilievi ( nodi del filato, cuciture spesse).      Con apporto di umidità e calore si cercherà di riportare in planarità la tela, riadagiandone  le pieghe.

Si procederà poi alla sutura, con un sottile strato di stucco, di tagli e lacerazioni, dopo aver preventivamente riavvicinato i lembi del tessuto  e riunito i fili testa a testa. Dove necessario, saranno eseguiti inserti di tela opportunamente trattata per risarcire  fori e  lacune del supporto.

Il fissaggio degli strati preparazione-colore sarà realizzato, mediante imbibizione dal verso, con resina acrilica Plexisol P 550 in soluzione al 5%, cui seguirà apporto di pressione e calore con lampade all’infrarosso e ferri da stiro per completare il  risanamento delle deformazioni del supporto di tela. L’utilizzo della resina Plexisol P550 , attivata  con un corretto apporto di calore come descritto, oltre a fornire un ottimale consolidamento degli strati colore-preparazione, consente anche una buona impermeabilizzazione del supporto tessile, in grado così di poter ricevere l’incollaggio sulla nuova tela di lino con la”colla di pasta”( il noto adesivo acquoso a base di farine e colla animale), senza che nei confronti dell’ insieme tela-preparazione-colore avvenga un eccessivo ed indesiderato apporto di umidità, cautela indispensabile nei confronti dei dipinti sensibili all’umidità.

A queste operazioni potrebbe seguire, in accordo con la Direzione del lavori, il rintelo del dipinto , eseguito tradizionalmente, cioé con tela di lino puro (tipo D.M. 18 della Tessitura E. Sironi) e “colla di pasta”,  il noto adesivo a base acquosa di farine e colla animale.

Il dipinto rintelato sarà teso su nuovo telaio in Abete di Douglas stagionato dotato di sistema ad espansione angolare.

Dopo aver svelinato la superficie del dipinto facendo rigonfiare la colletta con tamponcini inumiditi d’acqua tiepida, sarà affrontata la pulitura dell’opera. L’intervento verrà definito a seguito di una serie di saggi preliminari attraverso i quali desumere la metodica più idonea, mediante la quale si opererà selettivamente per rimuovere gli strati di particellato vario, genericamente definito “sporco”, oltre alle vernici ossidate. Per la rimozione della gran quantità di ritocchi di colore, debordanti sull’originale, e peraltro assai inscuriti, posti a rimedio delle lacune e delle abrasioni nel corso di vecchi interventi di restauro, si procederà con uso di bisturi e si propone l’uso di blande sostanze emollienti in sospensione gel per assicurarne la penetrazione al solo strato da rimuovere.

In seguito verranno risarcite le lacune di profondità degli strati colore-preparazione, senza debordare sull’originale, con stucco composto a caldo con  gesso di Bologna (solfato di calcio biidrato) e colletta di coniglio.

Dopo la stuccatura sarà eseguita una  verniciatura in corso d’opera, a tampone, per isolare la superficie pittorica originale dal successivo intervento di reintegrazione cromatica.

Le aree stuccate saranno integrate cromaticamente dapprima ad abbassamento di tono con colore all’acquarello Winsor & Newton, e poi  rifinite con velature di colore a vernice.

L’intervento più idoneo sarà comunque definito in corso d’opera e di concerto con la Direzione Lavori.   Di concerto con il Controllo tecnico-scientifico dei lavori potranno essere individuate aree da integrare con tecnica a “tratteggio”.

Come ultima operazione la superficie del dipinto sarà protetta e resa ben leggibile con una verniciatura eseguita a pennello e successivamente, se necessario, mediante nebulizzazione. Verrà impiegata vernice  Lefranc & Bourgeois con grado di lucentezza da definirsi in corso d’opera, per individuare la miglior resa estetica nel rispetto di una corretta lettura storico-stilistica dell’opera.

 

Cornice

La cornice del dipinto sarà sottoposta ad una campagna di consolidamento dei legni con Paraloid B 72 in soluzione al 3% in tricloroetano; per ciò che riguarda l’ammanitura, la preparazione (bolo)  e la foglia d’oro ( o foglia d’argento meccata) si utilizzerà la colletta di coniglio calda, opportunamente diluita.  I legni saranno puntualmente controllati per individuare eventuali xilofagi ancora attivi . Saranno, nel caso, disinfestati con  Sinotar  per mezzo di irrigazioni eseguite a siringa, in modo da penetrare  anche nelle gallerie colme di rosura che offre protezione alle uova. Se l’attacco risultasse particolarmente esteso, si procederà alla disinfestazione in sacco chiuso con Permetar per 8 giorni. Il trattamento potrà essere ripetuto.

La superficie sarà quindi ripulita con detergente neutro, a base vegetale, in grado di rimuovere i depositi di polvere, nerofumo e residui di trattamenti eseguiti in passato,  rispettando l’eventuale presenza di vernice mecca stesa sulla lamina d’argento.  Per la rimozione delle eventuali sovrammissioni di patine e/o porporine ossidate si propone l’impiego di sostanze blandamente decapanti, supportate in pasta neutra, in grado di limitarne l’azione ai soli strati di ridipintura superficiali.

In caso di argento meccato, le ossidazioni della lamina d’argento potranno essere eventualmente attenuate con l’assottigliamento dello strato di mecca che la ricopre. La meccatura dovrà essere ripristinata al termine del percorso operativo con accurate stesure sovrapposte.

Per ovviare alle mancanze materiche causate dalle incrinature e delle lacune, si potrà ricorrere a stuccature a base di gesso di Bologna e colla (solfato di calcio biidrato e colletta di coniglio) con eventuale aggiunta di terre colorate per  intonarle alla superficie originale, ed una integrazione cromatica con l’acquerello,  le  cui modalità di intervento saranno adottate in accordo con la D.L.  .

Per restituire all’integrazione cromatica una lucentezza confrontabile con quella dell’oro in foglia, si propone l’impiego di piccole quantità di oro liquido Lefranc & Bourgeois.

A completamento dell’intervento sarà eseguita una verniciatura spray allo scopo di proteggerne la superficie.

       

 

dipinto dopo il restauro, nella versione ottocentesca

dipinto dopo il restauro, verso del dipinto

 

dipinto dopo il restauro particolare della rappresentazione antica XVII sec.

 

 

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