Progetto 59 restauro del dipinto Raffigurante san Nicola di Bari e della sua cornice- autore Amedeo Augero

CHIESA PARROCCHIALE S. GIOVANNI BATTISTA VEROLENGO (TO)

Dipinto su tela raffigurante San Nicola di Bari con cornice lignea dorata

Proposta di restauro

Descrizione dell’opera

Analisi dello stato di conservazione

Percorso operativo

 Documentazione fotografica

dipinto prima del restauro

dipinto dopo il restauro

VEROLENGO (TO) – CHIESA PARROCCHIALE S. GIOVANNI BATTISTA Dipinto su tela raffigurante San Nicola di Bari con cornice lignea dorata Descrizione dell’opera Collocazione : Chiesa Parrocchiale S. Giovanni Battista, altare dedicato al Santo Dimensioni tela :cm 192 x 130 Dimensioni cornice lignea dorata : larghezza cm 8 Premettiamo che, in forza dell’osservazione dell’ opera senza rimuoverla dalla sua collocazione, le indicazioni qui fornite hanno valore preliminare e saranno completate nel corso di analisi più approfondite in corso d’opera. Dipinto ad olio su tela, raffigura San Nicola di Bari. Nicola fu vescovo di Mira, in Asia Minore, nel IV secolo. Si dice che le sue spoglie furono traslate a Bari nell’ XI secolo. Uno dei temi narrativi tratti dalla vita del santo narra che, durante una carestia, Nicola prese alloggio presso un oste che aveva ucciso tre bambini e li aveva messi sotto sale per darli in pasto ai suoi clienti. Nicola miracolosamente li resuscitò. Nell’iconografia i due bambini appaiono in piedi in una vasca di salamoia mentre il Santo, in paramanti episcopali, li benedice. Il dipinto, forse opera del sec. XIX, è di pregevole fattura pittorica, evidente in particolare nella capacità descrittiva del ricco mantello del vescovo, decorato con ricami, perle pietre preziose e figure di santi. La cornice lignea è fittamente scolpita con motivo di foglie e frutti, e presenta una finitura in argento meccato. Analisi dello stato di conservazione L’opera presenta problemi di conservazione da attribuirsi probabilmente all’umidità di condensa ciclicamente formatasi sulla parete, con conseguente indebolimento dello strato preparatorio e del colore. Si osservano soprattutto problemi a carico degli strati colore-preparazione con numerose cadute di colore ed una generale tendenza al sollevamento della pellicola pittorica. In corrispondenza del manto del santo e sullo sfondo in alto a sinistra le scaglie di colore sono in fase di distacco dal supporto. La crettatura è a chiocciola, fittamente distribuita soprattutto sugli scuri. La preparazione sembra di colore chiaro e quindi orienterebbe verso il XIX secolo.

La superficie pittorica è inoltre assai offuscata da una spessa deposizione di polvere che impedisce di apprezzarne le cromie, che risultano uniformate sui toni (giallo-grigiastri) anche a causa della microfratturazione dello strato di vernice. Si evidenziano piccole lacerazioni del supporto di tela che risulta a trama piuttosto rada con filato di medio spessore . La tela, a causa della sua collocazione con una accentuata inclinazione sulla parete, presenta una deformazione a spanciatura nella parte centrale. Si rileva inoltre l’impronta del telaio nella parte superiore. La tela ha subito in passato un intervento di restauro in un periodo probabilmente tra il 1960 e il 1970 precedente all’ingresso in Parrocchia dell’attuale Parroco Don Giuseppe Boero. Durante questo intervento il dipinto, che già manifestava problemi di adesione del film pittorico al supporto, è stato ridipinto con il colore sulle lacune, senza effettuare stuccature di ripristino. Le ridipinture si evidenziano in molti punti (soprattutto sullo sfondo e nella parte inferiore). La cornice, di bella fattura, presenta un generale i inscurimento che potrebbe indicare l’ossidazione di una finitura con foglia d’argento trattata con vernice mecca per assimilarla all’oro. Presenta alcune incrinature del legno lungo il bordo esterno, lacune sugli angoli sugli angoli e numerose zone di sollevamento dell’insieme gessatura-preparazione-lamina metallica. Si osservano anche alcuni ritocchi eseguiti in passato con oro sintetico (porporina) che si è inscurito per l’ossidazione. Sono evidenti gli esiti di passati attacchi di insetti xilofagi. Percorso operativo : tela In fase preliminare il dipinto sarà sottoposti alla prova di reazione all’umidità, per mezzo di un limitato e circoscritto apporto di acqua sulla superficie. L’esito dell’indagine indicherà quali materiali da utilizzare nella fase conservativa sia per la eventuale velinatura che per il consolidamento del colore ( resine a base solvente o termoplastiche in caso di sensibilità all’umidità o, in caso contrario, collette animali a base acquosa). -preconsolidamento delle pellicole di colore sollevate e a rischio di caduta con applicazione di idoneo adesivo e uso di termocauterio a temperatura controllata -applicazione di veline di carta giapponese e idoneo adesivo (con asciugatura naturale) come protezione temporanea dell’intera superficie pittorica durante le fasi conservative successive-rimozione della tela dal telaio-pulitura del verso della tela dai depositi di polvere e alleggerimento dei nodi della tela – Il consolidamento degli strati preparazione-colore e del la tela sarà realizzato, mediante imbibizione dal verso, con resina acrilica Plexisol P 550 in soluzione al 25%. L’utilizzo della resina Plexisol P550 per il consolidamento del colore costituisce inoltre una buona impermeabilizzazione del supporto tessile, in grado così di poter ben tollerare l’eventuale rintelo (in accordo con il funzionario della Soprintendenza) con l’incollaggio sulla nuova tela di lino (DM 18 della Tessitura Sironi) per mezzo della colla di pasta (rintelo tradizionale). -le lesioni del supporto di tela verranno suturate riavvicinandone i lembi e riunendo i fili testa a testa, per poi eseguire una sottilissima e localizzata stuccatura con poliammide (nylon solubile) ed uso di spatolina calda. Questo materiale termoplastico offre garanzie di elasticità e di aggancio superficiale ai fili della tela, evitando la sua penetrazione all’interno delle fibre, pur consentendo una buona tenuta della sutura. -eventuale incollaggio su nuovo supporto tessile . In accordo con la Soprintendenza competente sarà eseguita eventualmente la foderatura del dipinto eseguita tradizionalmente, cioé con tela di lino puro e colla pasta, oppure, se lo stato di conservazione della tela lo consentirà, si potrà optare, nell’ottica di un intervento di conservazione che tende alla massima preservazione dell’integrità dell’opera d’arte (non solo in presenza di firme autografe sul retro della tela stessa), per un rintelo limitato alla zona perimetrale che offre il rinforzo dei bordi originali della tela stessa. -montaggio della tela sul telaio, con eventuale sostituzione del telaio originale se non più idoneo a garantire l’ottimale tensionamento del dipinto. Chiodatura con sellerine zincate. Il nuovo telaio sarà dotato di meccanismo per l’espansione micrometrica -rimozione delle veline di protezione dalla superficie pittorica -pulitura del dipinto con idonei solventi per la completa rimozione di quanto è nocivo per la buona conservazione dell’opera. Saranno anche asportati i ritocchi di colore debordanti sul colore originale. La metodologia d’intervento verrà individuata attraverso un’opportuna campagna di saggi condotta su aree scelte della superficie dipinta. -stuccatura delle lacune. Le lacune di profondità degli strati colore-preparazione saranno risarcite, senza debordare sull’originale, con stucco a base di di gesso di Bologna e colletta di coniglio.
-integrazioni cromatiche sulle lacune e sulle abrasioni. Le aree stuccate saranno integrate dapprima ad abbassamento di tono con colore all’acquarello Winsor & Newton per poi finite con velature di colore a vernice. L’intervento più idoneo sarà comunque definito in corso d’opera e di concerto con la Direzione Lavori. -verniciatura di protezione. Come ultima operazione la superficie del dipinto sarà protetta e resa ben leggibile con una verniciatura eseguita a pennello e successivamente, se necessario, mediante nebulizzazione. Verrà impiegata vernice con grado di lucentezza da definirsi in corso d’opera, per individuare la miglior resa estetica nel rispetto di una corretta lettura storico-stilistica dell’opera. Percorso operativo : cornice -preconsolidamento e fermatura delle scaglie d’oro sollevate con idoneo collante di derivazione animale -disinfestazione dei legni dagli insetti xilofagi (tarli). L’opera sarà sottoposta a disinfestazione per imbibizione di Permetrina e per mezzo di irrigazioni eseguite a siringa, in modo da penetrare anche nelle gallerie colme di rosura che offre protezione alle uova. -pulitura della superficie per l’eliminazione degli strati di polvere e sporco con idoneo solvente neutro. Rimozione delle eventuali ridipinture a base di porporina (oro sintetico). Rimozione di strati di vernice mecca inscuriti con solvente a base alcoolica -consolidamento dei legni per impregnazione con resine consolidanti -consolidamento degli strati oro-gessatura con colletta a caldo -integrazione della materia lignea e ripristino delle parti di ornato eventualmente mancanti, in accordo con la D.L. . Per ovviare alle mancanze materiche causate dalle incrinature, si potrà ricorrere a stuccature a base di gesso di Bologna e colla con aggiunta di terre colorate per intonare la stuccatura alla superficie originale, oppure si potrà proporre una integrazione cromatica sulla stuccatura non pigmentata. -integrazioni dell’oro. Le modalità di intervento saranno adottate in accordo con la D.L. Nel caso in cui sia da riproporre la meccatura sulla lamina d’argento, il tono della meccatura sarà scelto in a accordo con la D.L. -finitura con idoneo protettivo. Stesura di un velo sottile di vernice protettiva per nebulizzazione o a pennello.

I restauratori del Laboratorio di Restauro Rocca lavoreranno come volontari

particolare prima del restauro

cornice prima del restauro part.

tassello di pulitura

tasselli di sporco

rintelo

stuccatura

part. dopo il restauro

part. dopo il restauro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *