Progetto 94 2018 Giochiamo? …..ma non alla guerra!

Giochiamo? …..ma non alla guerra!

Let’s play?….but not war!

E’ un bellissimo progetto dell’Associazione Bechildren al quale collaboriamo.

Di seguito la stesura del progetto.

Presentazione dell’organizzazione
Sinestesia NGO è un’organizzazione non governativa, senza scopo di lucro, composta da un gruppo interdisciplinare di giovani professionisti ( avvocati, antropologi, psicologi, economisti ) che cercano di contribuire alla formazione di una più giusta società colombiana. Grazie alla loro formazione, essi progettano ed eseguono diversi interventi che contribuiscono all’educazione dei giovani colombiani finalizzata a sviluppare un senso di cittadinanza e di convivenza pacifica fin dall’infanzia e per tutta la loro vita.

Come organizzazione, sono stati premiati per il miglior progetto umanitario a tutela dei diritti umani (educazione ai diritti umani in “Colegio Benposta / Nación de Muchachos “) durante la celebrazione della Giornata Internazionale della Assistenza umanitaria del 2015. Il premio è stato assegnato dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli affari umanitari, Istituto di studi umanitari (abbreviazione IEH in
Spagnolo). Hanno, altresì, vinto il bando del comune di Bogotà per il progetto “Educazione ai diritti umani.
Inoltre, sono membri attivi della Coalizione contro il reclutamento di minori nel Conflitto armato colombiano (COALICO, abbreviazione in spagnolo).

Dal 2004 fino al primo semestre del 2017, Sinestesia ONG ha realizzato a Benposta la formazione base per giovani, indirizzandoli al riconoscimento dei diritti umani. La esperienza di Sinestesia ha permesso all’organizzazione di intensificare la formazione attraverso la creatività (laboratori di musica, pittura e teatro) e attraverso lo sport ( l’uso del corpo come catalizzatore di sentimenti, emozioni e pensieri).
In questo senso, Sinestesia ha verificato come, grazie all’uso di strumenti artistici e attività fisica, i giovani possono rappresentare la propria specifica condizione e quella degli altri all’interno di un quadro di rispetto e apprendimento continuo.

Durata e destinatari del progetto” Giochiamo…ma non alla guerra!”:
Inizio: luglio / 2018 Fine: gennaio / 2019
Quantità totale di mesi: 7
Il progetto è destinato a essere sviluppato attraverso attività pratiche. In queste attività saranno coinvolte 100 ragazze e ragazzi di età compresa tra 8 e 12 che sono stati esposti a situazioni violente causate dal conflitto armato colombiano.
Lo scopo è quello di mostrare loro nuove forme di azione per la crescita personale e della loro comunità. Queste attività saranno assegnate a due gruppi diversi: il primo composto da bambini di “Benposta Nación de Muchachos in Colombia” e il secondo dai bambini del distretto di Bogotà “Ciudad Bolívar”.

Retroterra e contesto
Il 24 novembre 2016 il Governo nazionale della Colombia ed i rappresentanti della FARC, le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia, hanno firmato la fine delle ostilità. Ufficialmente la guerra civile colombiana, iniziata nel 1964 con la costituzione della FARC, è durata 52 anni.
Quest’anno, in occasione della commemorazione delle vittime della guerra civile sono state rese note le cifre ufficiali delle vittime. I morti sono stati 983.033; le sparizioni forzate (desaparecidos) ammontano a 165.927; 10.237 i torturati; 34.814 i sequestrati; 7.134.646 gli sfollati, ovvero le persone che sono state costrette ad abbandonare la propria casa, la propria città per trasferirsi altrove, spesso all’estero.
Numeri spaventosi che non hanno bisogno di alcun commento.

Il conflitto armato colombiano ha lasciato tracce di ogni natura nella popolazione rurale, in particolare nei ragazzi, ragazze, giovani e adolescenti che hanno vissuto, direttamente o indirettamente, il conflitto durante tutta la loro vita. Per questo motivo, è importante includere in loro nuove prospettive, specialmente in un nuovo scenario di riconciliazione nazionale.
Il progetto è basato sull’idea di sviluppare in ragazzi e ragazze nuovi ruoli e forti atteggiamenti di riconciliazione. Per fare ciò è considerato importante trascendere da metodologie usuali legate al solo sussidio per lo studio primario. Il progetto è indirizzato a far crescere nei giovani coinvolti il senso del diritto, della condivisione e della cooperazione, entro quei ruoli che occuperanno nelle diverse situazioni sociali.

“Benposta Nación de Muchachos in Colombia” è un’organizzazione fondata in Colombia nell’aprile del 1974. La sua missione istituzionale è quella di sviluppare azioni e programmi che permettono a ragazzi, ragazze, giovani e adolescenti che hanno sofferto le conseguenze della guerra di affrancarsi dalla esclusione e dalla marginalizzazione sociale. Nella situazione attuale, un’alta percentuale di bambini e giovani che accedono ai centri educativi di Benposta sono direttamente interessati dalle conseguenze dei conflitti armati e possono essere collocati nelle categorie di sfollati dal conflitto armato. http://www.benpostacolombia.org .

Il Distretto “Ciudad Bolívar” è un distretto di Bogotà situato all’estremità sud della città. Secondo dati forniti dal comune di Bogotá, ha un numero approssimativo di abitanti di 713.764 e un’estensione di 12.998 ettari. La composizione della popolazione è di indigeni, contadini, discendenti afro. Questo distretto è formato per la maggior parte da popolazione sfollata ed è una delle aree con i maggiori problemi di violenza, a causa della presenza di diverse bande giovanili criminali.

Obiettivi specifici
– Promuovere attività fisiche al fine di agire in profondità sul lavoro di squadra, cooperazione, risoluzione pacifica dei conflitti, leadership e autonomia.
– Sviluppare abilità artistiche volte alla generazione di empatia, solidarietà, rispetto per la differenza e il riconoscimento dell’alterità e della diversità sociale.

Ambito metodologico
Per generare un ambiente di riconciliazione, è necessario consolidare il tessuto sociale attraverso il rafforzamento dei legami sociali all’interno di un gruppo. Questo succede solo per mezzo di una
metodologia che, pur cercando di supportare l’educazione teorica fornita ai ragazzi e ragazze, rafforza la comunicazione e la fiducia. In questo modo, educare per la pace e per la trasformazione sociale dei conflitti è possibile con una metodologia socio-affettiva che cerca di fornire alla persona decisivi strumenti, strategie e abilità utili per affrontare il conflitto. Implica esercizi che, attraverso una serie di passaggi quali presentazione, conoscenza, fiducia, apprezzamento, comunicazione, consenso, cooperazione, portino a creare legami e incoraggiare la coesione nelle forme di squadra e comunità.

La chiave per la trasformazione dei conflitti è la creatività, perché è un’abilità che permette di trovare soluzioni alternative a diverse situazioni nella vita. Se i conflitti non sono gestiti in un modo alternativo e creativo non possono essere trasformati in modo positivo.
Arte e attività sportive sono le attività con cui la creatività è costantemente richiesta. Grazie all’uso alternativo di abilità cognitive, emotive e motorie, necessarie per l’ottenimento di risultati, si affrontano i conflitti in modo positivo. Le lingue artistiche favoriscono l’educazione emotiva e insegnano a rispettare le differenze, allo stesso modo, lo sport aiuta a destrutturare l’idea di “nemico” in un antagonista momentaneo, mentre insegna a lavorare all’interno di una struttura organizzata quale è una squadra.
L’ attività viene promossa in un ambiente terapeutico, grazie al quale, attraverso esperienze, giochi e
arte, è possibile abbracciare convinzioni innovative per creare spazi di riflessione e dialogo. Quindi, si possono problematizzare concetti come conflitto, potere, violenza ed esplorare nuovi temi come identità, valori e pace associandoli al contesto della vita personale.

In questo modo, inoltre, l’uso controllato del tempo libero allontana i ragazzi e le ragazze dalle attività illegali.

Abstract
In poche parole, il progetto funzionerà su due assi.
In primo luogo, si concentrerà sull’uso dello sport come strumento di apprendimento per la risoluzione e trasformazione dei conflitti, fiducia, leadership, lavoro di squadra, accettazione di ruoli, compromesso, pace.
In secondo luogo, si concentrerà specificamente sullo sviluppo delle espressioni culturali e artistiche
(musica, teatro, pittura, scultura, foto e video) come mezzo di riflessione sui soggetti come: prevenzione, diversità, inclusione, differenza, diritti umani e pace.
Infine, per il processo di chiusura, ci sarà una produzione video, un dipinto murale e una sessione sportiva che si svolgerà con i beneficiari dei progetti.

 

ATTIVITA’ LUGLIO AGOSTO SETTEMBRE OTTOBRE NOVEMBRE DICEMBRE GENNAIO

Avviamento al gioco di squadra X
Sviluppo gioco di squadra X X

Avviamento alle attività artistiche X
Sviluppo attività artistiche X X
Preparazione delle sessioni finali di arte e gioco X X
Valutazione collettiva dei risultati raggiunti X
Realizzazione del murales e fase finale dei giochi X

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